| Lenti Progressive |
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Per superare questo problema l’occhio ha bisogno di un ulteriore potere diottrico positivo. Le lenti monofocali non coprono l’intero intervallo vicino-lontano, mentre le lenti bifocali non forniscono visione nitida per tutto ciò che si trova nell’intervallo lontano-vicino. Diversamente dalle bifocali, le lenti progressive rappresentano per il presbite un mezzo che fornisce una visione nitida per lontano, per vicino e per tutte le distanze intermedie.
A prima vista, le lenti progressive sembrano delle comuni lenti monofocali perché non presentano alcuna linea di separazione, premiando cosi l’estetica dell’occhiale. Nelle lenti progressive l’aumento di potere si ottiene con una speciale geometria in cui i raggi di curvatura divengono sempre più piccoli sia in direzione verticale, sia orizzontale.
L’intervallo tra il lontano ed il vicino in cui avviene la variazione graduale del potere diottrico si chiama “zona o corridoio di progressione” . Questa zona si sviluppa verso il basso in direzione nasale seguendo il movimento degli occhi verso l’interno quando convergono. Quando il portatore abbassa gli occhi per leggere, trova immediatamente il potere necessario per una visione ottimale. La zona periferica delle lenti progressive evidenzia una piccola area in cui si ha annebbiamento che, sebbene non si possa eliminare completamente, con le nuove tecnologie è stata ridotta in misura tale da essere appena percepita dal portatore, o limitatamente alla prima fase di adattamento all’occhiale.
L’idea di creare una lente specifica per presbiti senza che si vedesse alcuna linea di divisione sulla lente, ma con una continuità di visione dal lontano al vicino, è nata agli inizi del secolo passato. I primi tentativi di produrre lenti progressive risalgono al 1909, ma non ebbero successo a causa del grande numero di aberrazioni. Il primo risultato concreto fu raggiunto nel 1956 da Grandperret della Societè des Lunetiers con la presentazione di un brevetto per una superficie da lui realizzata, che rappresentò il punto di partenza per lo sviluppo delle odierne lenti progressive.
Da quel momento in poi ci sono stati miglioramenti strepitosi per questo tipo di lenti, ottimizzazioni che continuano anche ai giorni nostri. Le acrobazie visive ed i lunghi periodi di adattamento che si avevano con le prime lenti progressive, ora sono solo un ricordo. Questo tipo di lente ormai è una realtà nel mercato delle lenti oftalmiche ed ha raggiunto un alto livello di popolarità grazie al sofisticato design di superficie ed ai notevoli vantaggi estetici.
L’attuale obiettivo della ricerca non è rivolto soltanto allo studio di lenti progressive “universali” sempre migliori, ma anche allo sviluppo di lenti progressive per specifici impieghi visivi, quale ad esempio la postazione di lavoro al videoterminale, e di lenti progressive customizzate il cui disegno è creato su misura per le singole esigenze individuali del portatore. |





Intorno ai 40 anni di età, quando il potere accomodativo degli occhi diminuisce, la maggior parte delle persone inizia ad avere difficoltà nella messa a fuoco di oggetti che si trovano a loro vicini.

